Comitato
provinciale
"Un altro Porto è possibile"
Porti
turistici: vero sviluppo per la provincia di Imperia? |
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Porti
turistici: vero sviluppo per la provincia di Imperia? |
Osservatorio
per la difesa del territorio
Osservatorio provinciale democrazia partecipata
Comunicato Stampa |
Il laboratorio "Un'altro porto è possibile"
nasce nel mese di ottobre 2006 su proposta di numerose associazioni imperiesi Ormai da anni in questa provincia ci troviamo di fronte ad un progetto di trasformazione del territorio, particolarmente quello costiero, che si presenta molto discutibile e dannoso. Gran parte del territorio costiero e quello direttamente a ridosso del mare sta per essere sommerso da un fenomeno di cementificazione selvaggia che alcuni non stentano a definire una nuova "rapallizzazione", riferendosi alle grandi speculazioni edilizie avvenute in quel territorio negli anni '60. Un gran numero di palazzine sono in costruzione lungo tutta la strada costiera, talmente numerose in alcuni casi da modificare irreparabilmente l'aspetto delle colline a ridosso della costa. Queste palazzine suddivise in migliaia di appartamenti costituiscono un'immensa possibilità di speculazione immobiliare.
Il porto di Imperia, in particolare, desta preoccupazione. Una cordata politico imprenditoriale di centro destra Caltagirone Casini e Scaiola, ha messo le mani sull'immenso affare subordinando scelte che riguardano tutta la popolazione a logiche di profitto. Per questo intendiamo muoverci approfondendo inizialmente le tematiche che riguardano la costruzione del nuovo porto cittadino. |
Cosa contestiamo del nuovo porto turistico di Imperia? |
AMBIENTE: la costruzione smisurata di porti
è una delle prime cause del fenomeno dell'erosione costiera, il quale
produce un ritiro sempre maggiore delle nostre spiagge. Il nuovo porto ospiterà
1390 posti barca peggiorando la qualità ambientale del nostro mare.
Sono già in progetto lungo tutta la costa, adiacente i nuovi porti
turistici, numerosi appartamenti che provocano una cementificazione della
costa... Porti: una scusa per dar vita ad una speculazione edilizia? |
LAVORO: il nuovo porto non sarà fonte
di centinaia di posti di lavoro così come ci vogliono far credere.
Possiamo infatti rendercene subito conto guardando la presenza dei lavoratori
impiegati negli altri porti italiani aventi le stesse dimensioni. In nessun
caso si superano le 15 unità di impiegati assunti direttamente dalla
società che gestisce gli ormeggi. |
ECONOMIA: neppure l'economia imperiese avrà
molti vantaggi, infatti sappiamo benissimo che la politica delle seconde
case non va assolutamente a vantaggio del turismo e dell'economia locale. |
EDILIZIA: attorno al porto turistico è
prevista la costruzione di più di 100 appartamenti che oltre ad avere
forte impatto ambientale e visivo, priverà gli imperiesi della visuale
del proprio mare. "La rendita ringrazia la città no. |
PRIVATIZZAZIONE: privatizzazione della gestione portuale con la costituzione di s.p.a. aventi quote molto importanti in mano a privati. Concessione della gestione portuale di 55 anni a Caltagirone. |
Cosa Vogliamo? |
Vogliamo che gli spazi a nostra disposizione
ottenuti grazie ai sacrifici dei cittadini siano utilizzati a beneficio
della collettività e non solo di pochi. |
contatti |
www.garabombo.org www.guernica.imperia.it www.liberamente-online.net www.ilprovinciale.net |
INNO AL MARE
«Noi
il mare lo vediamo tutti i giorni, labbiamo sempre in faccia. Lui, il
mare, è sempre stato lì, senza chiedere niente. Vi hanno fatto
il bagno i nostri genitori, labbiamo fatto noi e i nostri figli e, per
alcuni, anche i nipoti, ma in futuro? Certo, il bagno lo fanno anche i turisti,
gli ospiti e, proprio come in casa, quando arriva un ospite, vogliamo fare bella
figura, ci mancherebbe!
Ma in questa casa noi ci viviamo e magari vorremmo viverci per tutta la vita.
Forse è la casa dove siamo nati, quella che ci hanno lasciato i nostri
vecchi e per la quale si sono impegnati con tutto il loro essere, le loro energie,
le loro risorse affinché questa casa fosse sicura, accogliente e che
consentisse una qualità della vita migliore a loro e ai loro discendenti.
Questa, è la casa che lasceremo ai nostri figli. E la vorremmo lasciare
nelle migliori condizioni. Oppure potrebbe essere una casa in affitto: la proprietà
è di altri. Va bene, ma siamo davvero convinti che ci sia una grande
differenza? Di proprietà o in affitto ciascuno di noi non vorrebbe vivere
in una casa accogliente? E non dovremo, in ogni caso, un giorno, lasciarla nelle
migliori condizioni, così come tutte le altre cose di questa terra? E
un po come se tutto quello che ci circonda ci fosse stato dato in affitto...
Meglio, affidato in prestito, per riconsegnarlo un giorno nelle migliori condizioni.
Anche il mare, il nostro mare. Lo dovremo consegnare alle generazioni future,
nelle migliori condizioni. Non possiamo pensare di avere soltanto la necessità
di renderlo presentabile in occasione delle solite visite estive, per gli ospiti,
per un semplice, in fondo, fatto turistico. Siamo depositari di un onere ben
più importante: lobbligo di mantenere questo mare nelle migliori
condizioni affinché ne possano usufruire le generazioni future. Bel discorso,
eh? Ma come la mettiamo con i costi? Sì perché tutto ha un prezzo
e il mare
chissà quanto ci potrebbe costare, il mare! Io penso
che certe battaglie vadano combattute comunque, a qualunque costo, anche se
possono sembrare battaglie perse; anche se i costi sono elevati. Penso, per
esempio, alle battaglie per la difesa e la valorizzazione delle persone e della
qualità della vita, presente e futura. Così è per il mare:
investendovi a 360 gradi, per noi, per i nostri figli, per le generazioni future.
In questo modo non soltanto comprenderemo l'essenza di uno strumento utile alla
politica turistica del nostro comprensorio, ma comprenderemo il futuro. E il
futuro non ha prezzo».